IDENTIKIT DELLA MIMOSA

0

Posted by vigorplant v. | Posted in Il Calendario del Giardino | Posted on 07-03-2013

Tag:, , , , , ,

source:http://goo.gl/TIvH5

source:http://goo.gl/TIvH5

Domani, per la festa della donna, verranno regalati bellissimi rametti di mimosa, ma vediamo l’identikit di questa pianta, che preannuncia l’arrivo della primavera, e come fare per coltivarla in giardino o sul terrazzo.

La mimosa è una pianta appartenente alla famiglia delle Mimosaceae (Fabaceae) e, per la precisione, il suo nome scientifico è Acacia Dealbata. E’ di origine australiana, della zona sudorientale del continente, e venne portata in Europa intorno al 1800. In molte zone d’Italia, in particolare nel meridione e lungo le coste (ne è ricca la riviera ligure dove c’è anche la maggior concentrazione di coltivazioni.), ha trovato le condizioni ideali per naturalizzarsi, trovando un habitat ideale.

Alle nostre latitudini la pianta di mimosa si presenta come un albero di dimensioni non eccessive, che raramente supera gli 8-10 metri di altezza. Molto diverse sono le potenzialità di crescita di questa pianta nel suo continente di origine, dove si possono trovare alberi di mimosa alti anche una trentina di metri.

Per fare durare a lungo i mazzetti di mimosa che vengono regalati è indispensabile fornire loro abbondante acqua, dal momento che nella pianta gli scambi idrici sono piuttosto consistenti. La soluzione ideale è quella di eliminare le foglie basali con un coltellino affilato e collocare i rami appena tagliati in un vaso, avendo l’accortezza di aggiungere qualche goccia di limone all’ acqua in modo tale da creare condizioni ottimali di pH. L’acqua non deve essere fredda, ma possibilmente tiepida; per prolungare la vitalità del mazzetto si consiglia di tenerlo in prossimità di una finestra luminosa e al riparo dall’ eccessiva secchezza dell’aria.

Per far crescere delle nuove piantine di mimosa invece è sufficiente prelevare i semini contenuti nei baccelli e avvolgerli in batuffoli di cotone ben inumiditi, tenendo il tutto al caldo per almeno due o tre giorni in modo tale da stimolare la germogliazione. Dopodiché è possibile trasferire i semini in un vaso contenente per metà terriccio e per metà sabbia; solitamente la germinazione si osserva nel giro di due o tre settimane.

In alternativa alla semina è possibile effettuare degli innesti prelevando rametti da Acacia Dealbata ed inserendoli su portainnesti di Acacia retinoides, anch’ essa appartenente al medesimo genere e molto simile alla mimosa.

La mimosa predilige i luoghi molto soleggiati e deve essere ben protetta dagli inverni eccessivamente rigidi e dal vento, che soffre molto.

Le innaffiature alle piante di mimosa non devono mai essere eccessive, anzi spesso risultano del tutto superflue dal momento che gli esemplari piantati in piena terra sono in grado di soddisfare con le loro radici i propri fabbisogni idrici. È possibile eventualmente innaffiare le mimose in corrispondenza dei periodi più caldi dell’anno, ogni due o tre settimane, senza mai eccedere con le quantità dal momento che la pianta soffre gli eccessi idrici. Le innaffiature vanno completamente sospese in inverno.

Le piante in vaso richiedono una concimazione periodica che dovrebbe essere completamente sospesa nei mesi freddi.

Ed ora non ci resta che augurare tante mimose per tutte le donne!

 

E’ TEMPO DI MIMOSA

0

Posted by vigorplant v. | Posted in Il Calendario del Giardino | Posted on 08-03-2012

Tag:, , ,

L’uso della mimosa come fiore simbolo della festa della donna è di tradizione italiana.

Infatti, anche se la prima celebrazione della giornata internazionale della donna risale al 1909 su iniziativa statunitense, solo nel secondo dopo guerra tale ricorrenza viene ripresa e rilanciata per l’appunto dall’Associazione delle donne italiane, che per la prima volta associa stabilmente alla data dell’otto marzo la mimosa.

Nel linguaggio dei fiori la mimosa é tradizionalmente emblema della forza e della femminilità, perché, proprio come una donna, cela, sotto fattezze delicate e fragili, grandissima resistenza e assoluta vitalità.

La mimosa è una delle prime piante a fiorire verso la fine dell’inverno e quindi preannuncia la primavera, con il suo colore giallo sole, che rallegra anche nel marzo più freddo e piovoso.

Per questo è stata scelta come simbolo della festa della donna.

La mimosa era già utilizzata in passato come elemento simbolico: per gli Indiani d’America era simbolo d’amore, tant’è che un giovane innamorato ne regalava un ramoscello alla ragazza che lo aveva fatto invaghire; in Inghilterra, invece, le giovani ragazze erano solite portarne un rametto decorativo all’occhiello di una giacca o appuntato sulla camicetta per esibire la loro femminilità.

source: http://goo.gl/wbwYM

Come conservare al meglio la Mimosa

La mimosa, o Acacia Dealbata, ha origine nella zona del sud-est australiano, importata nel nostro continente circa 200 anni fa, ed è nota soprattutto come pianta ornamentale.

Il nome mimosa deriva dal latino mimus perché alcune specie, come la Mimosa pudica, una particolare mimosa rosa sensibilissima, al toccarle si contraggono.

La mimosa è un fiore molto delicato ed ha purtroppo vita breve. Bastano però piccole accortezze per allungare la vita a questo fiore così primaverile e profumato.

Eliminare con una forbice tutte le foglie che si sono rovinate e quelle che crescono in basso: queste infatti marciscono rapidamente perché a contatto con l’acqua del vaso. Riempire il vasetto con dell’acqua tiepida in modo da far fiorire i capolini non ancora aperti e da rendere più soffici quelli già sbocciati. E’ preferibile posizionare i rametti di mimosa in piena luce e in ambiente fresco e umido per evitare che la grande perdita di liquidi faccia seccare rapidamente il fiore.

Proprietà della mimosa

Nel campo della medicina, la mimosa è indicata nelle diete, perché riduce il senso di fame e diminuisce l’assorbimento dei grassi. L’olio essenziale di mimosa possiede proprietà astringenti, antisettiche, depurative, rilassanti, antidepressive, antiinfiammatorie.