Posted by vigorplant v. | Posted in Il Calendario del Giardino | Posted on 07-03-2013
Tag:alberi, consigli, cura delle piante, festa della donna, giardino, mimosa, primavera
Domani, per la festa della donna, verranno regalati bellissimi rametti di mimosa, ma vediamo l’identikit di questa pianta, che preannuncia l’arrivo della primavera, e come fare per coltivarla in giardino o sul terrazzo.
La mimosa è una pianta appartenente alla famiglia delle Mimosaceae (Fabaceae) e, per la precisione, il suo nome scientifico è Acacia Dealbata. E’ di origine australiana, della zona sudorientale del continente, e venne portata in Europa intorno al 1800. In molte zone d’Italia, in particolare nel meridione e lungo le coste (ne è ricca la riviera ligure dove c’è anche la maggior concentrazione di coltivazioni.), ha trovato le condizioni ideali per naturalizzarsi, trovando un habitat ideale.
Alle nostre latitudini la pianta di mimosa si presenta come un albero di dimensioni non eccessive, che raramente supera gli 8-10 metri di altezza. Molto diverse sono le potenzialità di crescita di questa pianta nel suo continente di origine, dove si possono trovare alberi di mimosa alti anche una trentina di metri.
Per fare durare a lungo i mazzetti di mimosa che vengono regalati è indispensabile fornire loro abbondante acqua, dal momento che nella pianta gli scambi idrici sono piuttosto consistenti. La soluzione ideale è quella di eliminare le foglie basali con un coltellino affilato e collocare i rami appena tagliati in un vaso, avendo l’accortezza di aggiungere qualche goccia di limone all’ acqua in modo tale da creare condizioni ottimali di pH. L’acqua non deve essere fredda, ma possibilmente tiepida; per prolungare la vitalità del mazzetto si consiglia di tenerlo in prossimità di una finestra luminosa e al riparo dall’ eccessiva secchezza dell’aria.
Per far crescere delle nuove piantine di mimosa invece è sufficiente prelevare i semini contenuti nei baccelli e avvolgerli in batuffoli di cotone ben inumiditi, tenendo il tutto al caldo per almeno due o tre giorni in modo tale da stimolare la germogliazione. Dopodiché è possibile trasferire i semini in un vaso contenente per metà terriccio e per metà sabbia; solitamente la germinazione si osserva nel giro di due o tre settimane.
In alternativa alla semina è possibile effettuare degli innesti prelevando rametti da Acacia Dealbata ed inserendoli su portainnesti di Acacia retinoides, anch’ essa appartenente al medesimo genere e molto simile alla mimosa.
La mimosa predilige i luoghi molto soleggiati e deve essere ben protetta dagli inverni eccessivamente rigidi e dal vento, che soffre molto.
Le innaffiature alle piante di mimosa non devono mai essere eccessive, anzi spesso risultano del tutto superflue dal momento che gli esemplari piantati in piena terra sono in grado di soddisfare con le loro radici i propri fabbisogni idrici. È possibile eventualmente innaffiare le mimose in corrispondenza dei periodi più caldi dell’anno, ogni due o tre settimane, senza mai eccedere con le quantità dal momento che la pianta soffre gli eccessi idrici. Le innaffiature vanno completamente sospese in inverno.
Le piante in vaso richiedono una concimazione periodica che dovrebbe essere completamente sospesa nei mesi freddi.
Ed ora non ci resta che augurare tante mimose per tutte le donne!


