I substrati colturali vengono venduti su base volumetrica, ma per la loro natura di materiali compositi, costituiti cioè da fase solida (solidi incoerenti) liquida (acqua in quantità variabile) e aeriforme (macro e microporosità) vanno soggetti a variazioni di volume conseguenti ai passaggi che si verificano tra la produzione ed il consumo, essenzialmente nelle fasi di stoccaggio e di trasporto.
Per questo motivo sono stati sviluppati metodi che consentono la valutazione ripetibile del volume apparente del materiale.
A livello di comunità europea il metodo EN 12580 recepito nel 2002 anche dall’Ente Nazionale Italiano di Unificazione UNI è il metodo ufficiale.
Questo metodo permette di determinare la quantità (volume) di substrato commercializzato sia sfuso che confezionato.
Il materiale è pesato in contenitore di volume noto, viene determinata la massa volumica apparente e quindi da questi valori viene calcolato il volume.
Rigido, di volume pari a 20±0,4 litri, con un rapporto altezza/diametro compreso tra 0,9:1 e 1:1. Il volume del cilindro, V1, deve essere conosciuto con una precisione di 10 ml a 20°C. (nota: il peso specifico dell’acqua a 20°C è 997,15 g). Non è quindi necessario apportare alcuna correzione legata alla pressione.
Rigido, dello stesso diametro del cilindro di misura e con una altezza di 75±2 mm.
Setaccio a maglie di 20 mm o 40 mm o 60 mm a seconda del materiale, posto a non più di 50 mm al di sopra del collare.
La massa volumica apparente o densità apparente del materiale (Da) in grammi per litro viene calcolata usando l’espressione seguente:
dove: